Le donne e la Musica

Isabella d’Este Gonzaga

una donna mecenate, che intende la Musica necessaria alla quotidianità della vita di corte, medicina alle fatiche del Duca marito, Francesco Gonzaga, prigioniero della Repubblica di Venezia al quale invia Marchetto Cara, musico e compositore al suo servizio a rallegrarlo….

” Chiamai a raccolta i musici ed imparammo strambotti nuovi. Marchetto faceva miracoli e la canzone sua più celebrata, Forse che si forse che no apriva ogni nostro concerto dando l’avvio agli esercizi armonici. La frottola che iniziava Rotta è l’aspra mia catena/ ch’io son fora de prison fra tutte ci pareva di buon augurio e la cantavamo a quattro voci, a ritmo alacre e con accompagnamento di viole.”

Saper di musica, saper cantare, è tra le prime qualità richieste al giovane principe figlio, Federico che di ritorno dalla corte mantovana…

“cantava tutti i giorni nella sua camera con i nostri musici ed anche da solo con voce netta e soave; si esercitava nelle armi con attenzione, andava a cavallo come un San Giorgio, parlava bene.”

( M. Bellonci, Rinascimento Privato)

La Musica e le donne…

dicevano gli uomini, nelle corti cinquecentesche …

...Signori,-disse-avete a sapere ch’io non mi contento del cortegiano, s’egli non è ancor musico e se, oltre allo intendere ed esser sicuro a libro, non sa di varii instrumenti: perché se ben pensiamo, niuno riposo di fatiche e medicina d’animi infermi ritrovar si po più onesta e laudevole nell’ocio che questa; e massimamente nelle corti, dove, oltre al refrigerio de’ fastidii che ad ognuno la musica presta, molte cose si fanno per satisfar alle donne, gli animi delle quali, teneri e molli, facilmente sono dall’armonia penetrati e di dolcezza ripieni. Però non è maraviglia se nei tempi antichi e ne’ presenti sempre esse state sono a’ musici inclinate ed hanno avuto questo per graditissimo cibo d’animo…..

[ Baldassare Castiglione- Il Cortegiano XLVII]